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ANNO PUBBLICAZIONE  2021

PAGINE  220

FORMATO  14×20

ISBN  978-88-6810-451-1

Nell’America immaginaria del noir classico, un critico cinematografico di successo viene incaricato di scrivere un reportage sui detective privati nella realtà. Si trova così a seguire un investigatore, dagli apparenti modi da ‘duro’, durante una indagine riguardante il delitto di un collega del critico. L’ambiguo rapporto che si stabilisce tra l’uomo d’azione e l’intellettuale mondano è il filo conduttore della storia. Combinando la classica ricerca del colpevole al romanzo d’azione vero e proprio, e grazie alle varie tecniche narrative utilizzate, il romanzo sviluppa una trama serrata e ricca di colpi si scena: ci sono quasi tutti i personaggi e le situazioni del poliziesco americano, tra cui una avvenente dark lady, vera e propria protagonista al femminile, e l’immancabile mistero della camera chiusa (che per l’occasione è un cinema). Questo romanzo è un omaggio, in parte ironico e nostalgico, al genere in questione e al cinema noir, ma ci parla pure di molti aspetti del mondo in cui viviamo.

 

Presentazioni e Eventi

  • 15 novembre 2021 – intervista TRC TV, ore 11

 

  • 4,5 dicembre 2021 – Piazza Grande, Modena – Fiera Editori Modenesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • 19 dicembre 2021, ore 18 –  sala Santa Scolastica, monastero San Pietro, Modena – in collaborazione con Salotto Culturale Modena, all’interno dell’evento chiacchierata concerto Ennio Morricone il più grande

Click qui per vedere il video

 

 

 

 

 

 

 

 

  • 22 Dicembre 2021 – +Spazio Libero, via della Pace 53, Castelnuovo – presentazione/spettacolo multimediale

 

  • Aprile 2022 – La Tenda, viale Molza, Modena – presentazione

 

Recensioni

SCRIVERE O UCCIDERE: UN OMAGGIO AL NOIR AMERICANO – Si legge tutto di un fiato questo nuovo giallo di Vandelli perché gli ingredienti per un buon noir ci sono tutti. Mi è piaciuta la città: una classica downtown statunitense descritta nei minimi dettagli e nello stesso tempo vaga, persa in una nebbia che la rende immaginaria. Mi sono piaciuti i personaggi. Il detective privato che gioca a fare l’illetterato, apparentemente concreto ma in realtà alla ricerca di una idea di giustizia difficile da trovare in una società dai contorni sfumati. Il critico letterario, anch’egli solo apparentemente immerso nelle sue fantasie, in realtà personaggio molto efficace. Egli  ci ricorda l’amore nostalgico per il cinema e la letteratura, l’utilità della bellezza. Tutti i personaggi di questo romanzo non sono mai solo bianchi o neri ma sono sempre indiscutibilmente sé stessi. Oltre all’immancabile dark lady troviamo la madre possessiva e il giocatore d’azzardo che ci appare forse come il  personaggio più ambiguo. Immergetevi dunque in questa lettura che ha a mio parere come punti cardine un’idea di giustizia ed un’idea di bellezza purtroppo sporcate dalla miseria che a volte caratterizza gli esseri umani.

Giuseppina Villa


La lettura è stata molto piacevole: totalmente digiuna del genere, non avevo neanche lontanamente supposto chi poteva essere il colpevole. Belle anche alcune immagini dell’ambientazione e il modo in cui le fai vedere al lettore. 

Anonimo


Mi ha attirato il titolo. Libro strano ma bello, per me che non avevo mai letto questo genere. 

A. M. Martini


Perché mi e’ piaciuto: si legge molto bene, scorrevolmente, facilmente e senza fatica anche se, con l’uso di tre narratori diversi, in certi momenti ,soprattutto all’inizio, spiazza un poco. Ma proprio i tre narratori,  e il loro intervenire anche a sorpresa lo rendono molto interessante, particolarmente nel loro  gioco inaspettato e ritmico.

E’ Il racconto di una America standard, universale, di una città che potrebbe essere tutte le citta’, nessuna in particolare.  Potrebbe anche  essere  una citta’ europea del cinema, dei giornali, delle notti mondane. Direi quasi un classico del noir che sta in mezzo ad altri personaggi, ad altri detectives, ad altre donne fatali e ad altre vittime.

La storia (o il soggetto?) è originale. Potrebbe sembrare banale definirla originale, ma non e’ ispirata a…, non e’ un re-make, o un sequel. E’ una bella idea, una bella creazione, fantasia materializzata.

Ps: Lo rileggero’,e mi stimola a leggere altro chel’autore ha scritto. 

Paolo Coriani


Ho letto in modo vorace questo classico noir con piacere e vivo interesse, è una lettura che una volta  iniziata non la si può posare. Quello che mi ha tenuta incollata alla lettura non solo è la trama tipica del Noir Americano, ma la descrizione accurata dei posti, colori, suoni, profumi, odori, luci. Questo libro lo consiglio ai lettori che stanno cercando una lettura di compagnia in un pomeriggio d’inverno davanti ad un camino acceso.

Paola Bonfatti


Chi sono i personaggi principali di questa indagine investigativa di un delitto, non priva di sorprese?

Il detective privato DLERCHAN, avvolto continuamente dalla nube delle sue sigarette, il quale vuole apparire un duro“- L’amore esiste solo tra un uomo ed una pistola che non si inceppa” – ma in fondo è un uomo comune, un po’ fuori moda, che alla fine si lascia incantare da “quel profumo che ti lascia un segno indelebile nell’anima...”

La bellissima e avvenente dark-lady HELEN GRAHAL, sospettata di omicidio da Dlerchan ma anche desiderata – “ero pronto a fuggire in Mozambico ed adorarla come una divinità”. Una donna tanto bella quanto ambigua – “….si domandò se anche gli angeli del paradiso sorridessero così, poi si ricordò che anche Lucifero era un angelo…”.

Il critico cinematografico ARCHIE SEEWRITE, con la fama di latin-lover, entrato nella vita di Dlerchan per descrivere e raccontare ai lettori “con occhio privato” il lavoro e la vita reale di un detective vero.

ARCHIBALD HANDREAD, giornalista anch’egli. Personaggio strano, timido e complessato, succube in tutto della madre e che ritiene di “non avere nessuna chance con le donne”.

TED RACE cronista sportivo, collega di Handread. Grande giocatore d’azzardo e potenziale villain.

E, per ultimo, un certo VAN DELL, un tipo alto ed allampanato il quale diceva di essere “un autore di romanzi polizieschi”. Nel romanzo appare solo in poche righe ma dà un tocco di mistero e di fantasia al racconto.

Paola Bonfatti


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Dark City

Edizioni Solfanelli, 2013

Dark City

Alla fine del XXI secolo, Emiliopolis è una delle megalopoli sterminate, oscure e inquinate, che formano il megastato di Euroamerica, sedicente democrazia ipertecnologica basata sul pensiero unico, sulla neo-lingua chiamata High-Tech-English e sul modello sociale americano più conservatore.
La metropoli è minacciata da un imminente attacco terroristico ordito dagli IOUE, gli Emirati Islamici Orientali Uniti, il grande califfato integralista che ha unito tutti gli ex stati musulmani, in permanente conflitto con Euroamerica.
Incaricato di sventare la minaccia è Dick, agente speciale a contratto e scrittore, sulle cui spalle pesa un fardello che ne ha segnato l’esistenza e che lo rende insensibile al rischio. L’indagine lo porta in giro per il mondo, da una parte all’altra dell’unico confine rimasto.
Nel corso dell’indagine Dick si trova coinvolto in un gioco più grande di lui che lo porta a scoprire una serie di realtà inconfessabili del mondo nel quale vive. Egli stesso diventa così una preda e non è più in grado di capire chi siano gli amici e chi i nemici dai quali è costretto a fuggire. Si rende allora conto che l’unica possibilità di sopravvivenza per lui stesso e la sua città è quella di rivelare al mondo il terribile segreto che ha scoperto, in una corsa disperata contro il tempo e contro tutti, nella flebile speranza che la scrittura possa ancora salvare il mondo dall’Apocalisse.

L’intreccio è interessante, in molti passaggi avvincente, e presenta un protagonista, originale mix di Bond, Marlowe e Indiana Jones, sempre in fuga, impegnato in avventure di diverso spessore, che lo portano a inoltrarsi tanto nel mondo della celluloide che in quello molto più colto dell’arte. 

La parte del romanzo più riflessiva e saggistica, relativa alla realtà, risulta molto più coinvolgente anche se il ritmo è inevitabilmente più  lento. Gli infiniti riferimenti e richiami alla letteratura di genere (noir e poliziesco, ma non soltanto), al cinema e soprattutto all’arte, alla cultura e alla poesia romantica, così come le analisi religiose, politiche, filosofiche e tutto il mondo che sottende al romanzo, il privato del protagonista, la musica, parte fondamentale e vitale del racconto, sono terreno particolarmente adatto a un lettore colto e coinvolto, interessato e consapevole, attento ai continui spunti di riflessione offerti tanto dalla storia in sé che dall’uso di un registro narrativo mai banale. Una volta entrati nell’atmosfera del romanzo diventa difficile smettere di leggere (M. Montipò, Professione Docente, gennaio 2014).

Recensioni, foto, presentazioni, audio e altri video in Dark City blog

Dark City: Claudio Gavioli e Vittorio Vandelli introducono il romanzo.

Modena, teatro La Tenda, 14 12 2013. Vittorio Vandelli e Luigi Catuogno eseguono ‘Across the Borderline’ di Ry Cooder. Ermanno Casari legge dal capitolo VI

L’attore Ermanno Casari legge l’incipt. L’autore, assieme ai musicisti Luigi Catuogno e Giuliana Vandelli, esegue ‘The Ballad of Billy the Kid’, dalla colonna sonora del romanzo. Dalla presentazione del libro al Teatro La Tenda, 14 dicembre 2014, condotta dall’autore Claudio Gavioli.

Consorzio Creativio, 22 3 2014. ‘Billy’ live (Vittorio Vandelli, Luigi Catuogno, Alfredo Barbieri, Giuliana Vandelli). L’autore legge un estratto dal capitolo finale

 

 


Runaway - Fuga a Venezia

Gennaio 2003

 

Runaway

“Me lo sono goduto moltissimo, mi ci voleva in questi tempi grami”
Guido Fink

Omaggio ironico al noir e all’hard-boiled di ambientazione padana e veneziana. La comparsa dell’autore come personaggio minore, - assieme a Guido Fink, “il miglior fabbro” della dedica, a cui viene affidato il compito di ricostruire umoristicamente il background biografico dell’autore, influenza gran parte della narrazione, creando così un gioco di specchi e un intrecciarsi di finzione e realtà.

Finalista del premio di narrativa "Arturo Loria 2003", organizzato dal comune di Carpi. La giuria: Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Michelina Borsari, Stefano Loria, Marco Marchi, Giuseppe Pederiali, Anna Prandi, Antonio Prete

Recensioni:
Il Resto del Carlino, La Gazzetta di Modena

 

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